DC 230/DC 300 - Ceccotti Collezioni

DC 230/DC 300

Vincenzo De Cotiis

Divano con base in legno massello e retro schienale in multistrato curvato, rivestito in cuoio, imbottita con poliuretano espanso non deformabile di varie densità, custodia protettiva in fibre di poliestere, seduta con cinghie, rivestimento non removibile.

Dimensioni

DC 230
DC 300

Finiture

Belsuede-029

Belsuede-032

Belsuede-015

Belsuede-014

Belsuede-01

Belsuede-036

Belsuede-016

Belsuede-017

Belsuede-040

Belesuede-034

Belsuede-010

Belsuede-011

Belsuede-012

Belsuede-039

Amazonie-041

Harald 3 - 283

Harald 3 - 143

Harald 3 - 242

Amazonie - 042

Harald 3 - 182

Harald 3 - 792

Harald 3 - 982

Harald 3 - 192

Verone Creme

Monza 00

Mies-005

Monza 09

Mies-004

Monza 07

Monza 97

Monza 84

Monza 58

Monza 27

Monza 48

Monza 45

Verone Nuit

Mies-020

Monza 88

Mies-008

Gypsy-892

Flair-108

Gypsy-895

Divina 3 224

Oxford-893

Grisaille-004

Divina 3-191

Oxford-897

Flair-121

Oxford-999

Gypsy-997

Flair-155

Gypsy-995

Gypsy-184

Flair- 130

Gypsy-799

Flair 166

Oxford-889

Flair-164

Gypsy-699

SC 06 Calicot

SC 23 Tortora

SC 32 Caolino

SC 51 Panna

SC 31 Quarzo Fumè

SC 34 Maggese

SC 26 Topo

SC 20 Inchiostro

SC 21 Amianto

SC 53 Creta

SC 55 Camel Hair

SC 52 Daino

SC 66 India

SC 59 Noce di Pecan

SC 80 Bruno Havana

SC 29 Ardesia

SC 148 Lacca

SC 146 Coccio Pesto

SC 173 Glauco

SC 177 Limo

SC 178 Alpi

SC 254 Steel Blue

SC 278 Atlantic Blue

201 Testa di moro

202 Antracite

204 Fango

Nabuk Grigio

Nabuk Conchiglia

Nabuk Seppia

Nabuk Marrone Scuro

Designer

Vincenzo De Cotiis

Vincenzo De Cotiis nasce a Gonzaga nel 1958. Studia architettura presso il Politecnico di Milano e, nel 1997, fonda il suo studio e l'omonima galleria. La bellezza della patina generata dal tempo è il leitmotiv che si riflette sia nei suoi progetti architettonici sia negli interni per case private e spazi commerciali in tutto il mondo. Una ricerca che si basa sull'appropriazione in chiave contemporanea di materiali di recupero, spesso segnati dal tempo e dall'usura, reinterpretati mediante l'integrazione con nuovi e più preziosi.


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